Autovelox - Ricorso per multa effettuata con autovelox

 
Ricorso al Giudice di Pace per multa effettuata con autovelox
Riferimenti legislativi: - sez.I della Corte di Cassazione (n.1380 del 08/02/00), della sez. III civile della stessa Corte (n. 4010 del 3/4/00), e ancora della I sez.civile (n.2494 del 21/02/01).
Attenzione: il tempo massimo per fare ricorso deve essere indicato per legge sul verbale. Comunque è di 60 giorni dalla data della notifica. Il ricorso va presentato alla cancelleria dell'ufficio del Giudice di Pace - (informarsi sulla stanza precisa - del luogo dove l'infrazione sarebbe avvenuta). Va redatto in carta libera e depositato un originale piu' tre copie. Ricordarsi di allegare l'originale del verbale dopo averne fatto una fotocopia. Chi propone il ricorso dovra' presentarsi personalmente alla prima udienza fissata dal Giudice. Cio' a pena di IMPROCEDIBILITA'. Le premesse sopra riportate sono da scegliere a seconda del proprio caso. Se si vuole si puo' essere assistiti da un legale di fiducia.
Come ricorrere contro una multa di un autovelox ? Sperare semplicemente che l'apparecchio non sia correttamente tarato !
Premesso che se c'è un limite questo va rispettato, non c'è scampo è la legge, ma la legge deve essere rispettata, da tutti. Così come il cittadino deve rispettare la legge, anche lo Stato è tenuto a farlo. Diversi riferimenti normativi a livello nazionale ed internazionale, però, richiedono la taratura delle apparecchiature atte a misurare la conformità dei valori acquisiti a determinati requisiti. L'autovelox ricade proprio in questa classe di apparecchiature. Se non è stato tarato, non è possibile verificarne il corretto funzionamento e l'accusa viene a decadere. Il metodo qui suggerito per ricorrere contro una multa di un autovelox si basa sul fatto che la "terribile macchinetta" possa essere non tarata.
Il modo di procedere è il seguente: Accertarsi che il dispositivo in questione sia stato regolarmente tarato inviando lettera A/R all’organismo che contesta l’infrazione, richiedendo copia del certificato di taratura come di seguito:
- Fac-simile di Lettera (da scaricare)
A questo punto ci sono due possibilità:
1) viene inviata copia del regolare certificato di taratura rilasciato da uno degli organismi preposti (quelli riconosciuti nella legge 11 Agosto 1991 n. 273), quindi, pagare la multa. L'autovelox è tarato e questo metodo non può essere applicato !
.......ma siccome attualmente gli autovelox in Italia non sono tarati......

2) non viene inviata copia del certificato (perché non esiste), e nel migliore dei casi viene inviata copia della dichiarazione di conformità al modello depositato presso il ministero.

A questo punto si può impugnare l'infrazione !

 
- Fac-simile del Ricorso al Giudice di Pace (da scaricare)
- Copia della lettera del Vicepresidente Nazionale ADUSBEF, Avv. Antonio TANZA, in cui sono evidenziate le normative di legge (da scaricare e inviare allegata al Ricorso).

L'ADUSBEF (Associazione di Consumatori) spiega:

MULTE autovelox: TUTTE ANNULLABILI, per contrastare l'uso spregiudicato dei Comuni, che hanno trovato un fiorente sistema per fare cassa, sulla pelle dei già tartassati automobilisti !
Ogni apparecchio installato, spesso in violazione del Codice della Strada, rende da 750.000 ad 1 milione di Euro l'anno, garantendo fiorenti entrate, a seconda dei Comuni, tra il 10 ed il 30 per cento del bilancio !
Adusbef ha inviato una lettera ai Prefetti, Ministeri Interni ed industria, chiedendo di effettuare un monitoraggio sugli apparecchi installati dai Comuni compresi i limiti di velocità, spesso in contrasto con il Codice.
Adusbef,che come è noto si batte da anni per la prevenzione e per il rigoroso rispetto del codice della strada per contrastare la vera e propria ecatombe di incidenti stradali, spesso causati dall’alta velocità, considera illegittimo ed inaccettabile il disinvolto utilizzo degli apparecchi autovelox, installati da gran parte dei Comuni, con la tecnica dell’agguato ed in violazione delle pur minime garanzie previste dal c.d.s. (anche senza vigili e/o agenti) con l’unica finalità di fare cassa.
Stavolta è partita dal Sud l’offensiva dell’Adusbef contro autovelox e photored disinvoltamente installati da gran parte dei comuni, non con la finalità di prevenire le infrazioni,così come espressamente previsto dal Codice della Strada, ma con l’esclusivo scopo di garantirsi fiorenti entrate, che per alcuni Comuni arrivano anche al 30 per cento del bilancio annuo, con metodologie così spregiudicate ed illegali da essere tutte annullabili dai Giudici di Pace.
Spesso infatti, il limite di 50 km orari viene posto anche su strade di grande scorrimento e fuori dal centro abitato, al solo scopo di installare gli apparecchi autovelox e Photored, privi di vigili urbani e/o di agenti accertatori obbligati per legge a controfirmare la violazione, al punto che una direttiva ministeriale sostiene che moltissimi Comuni non hanno ancora provveduto alla delimitazione del centro abitato (dove c’è sempre il limite di 50 kmh), come ha stabilito l’articolo 4 del Codice della strada, e in tale caso si può configurare l’ illegittimità dei provvedimenti di disciplina della circolazione.
Gli automobilisti sanno bene che è giusto osservare le regole del Codice della strada per una guida sicura a salvaguardia della propria vita e di quella degli altri utenti, ma poiché dietro l’eccesso di zelo si nasconde l’esigenza dei Comuni di fare cassa coi soldi delle multe inflitte ai cittadini, tali sanzioni rilevate con autovelox e photored possono essere annullate su tutto il territorio nazionale con la restituzione dei punti detratti sulla patente, come dimostrano le ultime sentenze dei giudici di Pace di Lecce, che hanno accolto numerosi ricorsi presentati dagli automobilisti.
In base a quanto stabilito dalla legge 273/91, tutti gli strumenti a componente metrica devono essere accompagnati da un certificato di taratura rilasciato da appositi istituti riconosciuti a livello nazionale,ma in Italia tali istituti non esistono
(su sollecitazione dell’Adusbef il ministero delle infrastrutture sta provvedendo ad istituire i SIT –Servizi italiani di Taratura-), perciò tutti i Giudici di Pace possono annullare le multe, con il risultato che quei Comuni che li hanno disinvoltamente utilizzati si troveranno sempre più con gli uffici intasati di ricorsi.
Infine Adusbef ha chiesto ai Prefetti ed ai Ministeri dell’Interno,delle Infrastrutture e delle Attività Produttive, un monitoraggio attento dei limiti di velocità dei Comuni, per individuare quegli evidenti abusi che arrecano danni enormi alla credibilità delle istituzioni ed ai consumatori.


La Cassazione: «Non necessaria la contestazione immediata se si accerta l'infrazione dopo il transito dell'auto»

E' quanto stabilito recentemente dalla Cassazione che di fatto ha riabilitato i vecchi macchinari che rilevano l'infrazione una volta transitato il veicolo mentre i più moderni, a raggio laser, determinano la velocità di un mezzo a distanza, prima del passaggio, dando la possibilità di contestare la violazione immediatamente.
La prima sezione civile della suprema Corte ha ribadito la validità del verbale di accertamento compilato dopo il transito dell'autovettura.
Secondo la Cassazione, in base all'art. 384 del regolamento di esecuzione del codice della strada «deve considerarsi impossibile la rilevazione immediata nei casi in cui l'apparecchiatura consenta la determinazione dell'illecito in tempo successivo, ovvero dopo che il veicolo oggetto del rilievo sia già a distanza dal posto di accertamento, o comunque nell'impossibilità di essere fermato».
Ne deriva che, se l'auto non può essere bloccata subito, la contestazione successiva è lecita.

Ma l'autovelox deve essere sempre tarato... e siccome in Italia non sono tarati......

si può procedere come sopradescritto !!!


Ai fini di un ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace, è bene tenere presente...

E' chiaro che l'Autovelox viene messo dai Comuni per fare cassa, tanto che generalmente viene piazzato sulle strade di grande scorrimento. Ai fini di un ricorso, però, è bene tenere presente le novità più o meno recenti:

  • La presenza di un Autovelox non dev' essere segnalata agli automobilisti, tranne quando si tratta di apparecchio automatico installato su autostrade e strade extraurbane principali (che non sono di competenza dei Comuni).
  • Gli Autovelox automatici del tipo 105/SE e 1'4/C-2 non richiedono la presenza degli agenti.
  • Per le infrazioni rilevate con qualsiasi tipo di Autovelox l'automobilista non deve essere più fermato per la contestazione immediata della contravenzione.
  • Sulle strade extraurbane secondarie e sulle strade urbane di scorrimento (generalmente di competenza dei Comuni) l'installazione degli Autovelox dev'essere autorizzata dal Prefetto e non può essere più a discrezione dei Comuni o dei Vigili Urbani. Quindi ci si può informare in Prefettura sull'eventuale assenza di autorizzazione e impugnare la contravenzione. (Vedi il Decreto disposizioni controllo traffico della Prefettura di Ancona - Allegato Strade Statali della Provincia di Ancona - Allegato Strade Provinciali di Ancona - Allegato Strade Comunali della Provincia di Ancona).
  • Sulle strade urbane di quartiere non possono essere installati Autovelox, e quindi tutte le relative multe sono illegittime.

Multa non valida se la pattuglia è troppo lontana !

La Corte di Cassazione spezza una lancia nei confronti degli automobilisti tartassati dalle multe e sancisce che sono da stracciare le contravvenzioni inflitte dai vigili «a distanza».
Una distanza superiore ai cento metri, osserva la Cassazione, non può «consentire una credibile valutaqzione», dunque, la multa finirà nel cestino.
Sulla base di questo principio, la Prima Sezione civile (sentenza 15324/05) ha dichiarato nulle due contravenzioni inflitte ad un automobilista che si era visto arrivare a casa violazioni del Codice della strada.
Nei verbali erano contestati, dalla polizia municipale del luogo (Bressanone), di aver oltrepassato un incrocio malgrado il semaforo rosso e di avere effettuato il sorpasso ad altri veicoli lenti portandosi nella parte sinistra della carreggiata. Infrazione al CdS che il vigile aveva elevato osservando da una distanza di circa 150 metri.
In sostanza si vuole ricordare a tutti gli automobilisti che la Corte di Cassazione ha deciso che «Gli accertamenti delle infrazioni al codice della strada devono essere eseguiti a distanza ravvicinata» pena la nullità delle contravvenzioni.

 
 
 
Insieme per Castelleone